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Piede Piatto

Cause

Sintomatologia


Il piede piatto è un’alterazione di tipo morfologico del piede in cui scompare la volta plantare e il calcagno è deviato in valgismo del retropiede.

Alla nascita tutti hanno il piede piatto poichè nella prima infanzia il piede è costituito in prevalenza da grasso sottocutaneo, i muscoli sono deboli, i legamenti sono ancora lassi e si ha una fisiologica deviazione del calcagno verso l’esterno.
Si tratta del cosiddetto piede lasso infantile, ed è un disturbo fisiologico dovuto all’immaturità del sistema muscolo-scheletrico, non ancora adattato all’appoggio.
Dal punto di vista eziologico esistono tre grandi categorie di piede piatto:

  • piede piatto da alterazioni ossee
  • piede piatto da alterazioni muscolo-legamentose
  • piede piatto da alterazioni neuromuscolari.

Rientrano nella prima categoria il piede piatto da astragalo verticale congenito, il piede piatto da alterazione dello scafoide, il piede piatto da sinostosi ossea e il piede piatto post-traumatico.
Fanno parte della seconda categoria il piede piatto lasso infantile, il piede piatto da patologie endocrine, il piede piatto da artriti reumatiche e il piede piatto da patologie sistemiche.
La terza categoria comprende il piede piatto da miopatie, il piede piatto da paralisi flaccida, il piede piatto da paralisi spastica e il piede piatto da retrazioni dell’achilleo.

La gravità del piede piatto viene suddivisa in tre stadi:

  • I stadio: infiammazione del tibiale posteriore con edema e dolore nella zona interna del piede sotto al malleolo tibiale.
  • I stadio: appiattimento evidente del piede con deformità ancora riducibile.
  • II stadio: deformità strutturata rigida con perdita dei rapporti articolari, severa perdita di funzionalità e dolore del piede con deficit deambulatorio.

L’esame radiografico permette di capire il grado di deformità e di degenerazione artrosica del piede, fondamentale per valutare il tipo di trattamento da intraprendere.

Il trattamento

Il trattamento del piede piatto è sostanzialmente di tipo conservativo.
Esso si avvale, oltre che dei consigli medici, della prescrizione di specifici plantari compensativi.
Lo scopo del plantare è quello di compensare la pronazione del retropiede e di consentire all’avampiede di ruotare internamente ma anche di aumentare la superficie d’appoggio e di dare un sostegno anatomico all’arco plantare mediale. In tal modo il piede viene sgravato dalle tensioni eccessive che vengono a crearsi sui tendini e sulle articolazioni mediali, arrestando così l’evoluzione artrosica dello scheletro e la degenerazione dei muscoli e dei legamenti.
Tale normalizzazione si ripercuote inoltre sulla catena cinetica , ottimizzando l’allineamento posturale dei segmenti soprastanti, eliminando posizioni viziate, causa di contratture e dolori articolari specie a livello lombare.
Il trattamento conservativo si completa con la terapia medica, importante per arrestare la degenerazione artrosica del piede, e la fisioterapia, utile soprattutto in presenza di infiammazione dei tendini e dei tessuti molli.
Nei casi più gravi è possibile valutare l’opzione chirurgica.